Sento dire “eh hai visto la Ferrari Luce è un successo senza precedenti, avevo ragione io e ora ancora di più mi darò un tono da anticonformista e mi auto dichiarerò intellettuale”
Allora, un’asta non vuol dire quasi nulla sul successo, sulle vendite o sulle quotazioni di un modello. Soprattutto in questo caso visto che si tratta di un oggetto unico del suo genere, ovvero il telaio 0.
Tra l’altro è un’asta a fini di beneficenza, quindi una bellissima iniziativa di Ferrari che anziché far marcire un esemplare pre serie in qualche magazzino ha deciso di metterlo in asta. Ok che ha anche tanti optional che probabilmente non saranno disponibili sulle Luce di serie, ma il discorso è un altro.

Allora, un’asta non vuol dire quasi nulla sul successo, sulle vendite o sulle quotazioni di un modello. Soprattutto in questo caso visto che si tratta di un oggetto unico del suo genere, ovvero il telaio 0.
Tra l’altro è un’asta a fini di beneficenza, quindi una bellissima iniziativa di Ferrari che anziché far marcire un esemplare pre serie in qualche magazzino ha deciso di metterlo in asta. Ok che ha anche tanti optional che probabilmente non saranno disponibili sulle Luce di serie, ma il discorso è un altro.

Il signore con il cappello rosso che ha comprato questo oggetto è un miliardario, e a quanto pare anche filantropo visto che aveva anche comprato la Daytona SP3 con livrea giallo nera a 26 milioni sempre a fini benefici. 40 milioni è una cifra folle, figlia anche del momentum che sta vivendo la Luce e del potere del brand Ferrari, ma ben venga se il fine è quello di fare beneficenza.
Quindi la Luce non è diventata magicamente un feticcio da milioni e non c’è nessuna gara al “avevo ragione io”, state tranquilli. L’unico che aveva ragione era un certo Piero Manzoni con la “Merda d’Artista”, ma questa è un’altra storia.
In più l’omino con il cappello rosso si accaparra un posto tra i clienti top di Ferrari, tutto riguadagnato. In proporzione è la stessa cifra che potrei spendere io per togliermi il lusso di comprare un cestino di ciliegie.
Cosa cambia nella guerra tra amanti e odiatori della Luce? Assolutamente nulla, così come nel valore e nelle quotazioni del modello di serie, quindi non aveva ragione nessuno.
Modello di serie che rimane un prodotto molto futuristico, ma che a me non piace nemmeno per sbaglio e che avrei commercializzato con un altro marchio non con il cavallino, così come fece Enzo Ferrari con le Dino con motore V6 vendute per l’appunto con il marchio Dino proprio per salvaguardare l’identità delle vetture V12 e creare due linee di prodotto separate, uniche degne di portare il logo del cavallino. Lo stesso Enzo che secondo me in questo momento sta tirando giù dei dizionari di madonne che la Treccani in confronto è un Bignami.
Tra l’altro ho letto commenti senza senso sotto altri post del tipo “eh ma tu critichi la Luce perché sei un frustato con il Pandino che non può permettersela”. La libertà di opinione è sacrosanta e non va assolutamente commisurata a quello che si possiede, ogni opinione ha la stessa importanza. E poi che ne sapete voi di cosa guidano gli altri? E soprattutto rispetto per il Pandino! Io ad esempio tra le tante auto che non posso permettermi ho il sogno della F40, ma credo che non ne parlerò mai male.
Amen.
Quindi la Luce non è diventata magicamente un feticcio da milioni e non c’è nessuna gara al “avevo ragione io”, state tranquilli. L’unico che aveva ragione era un certo Piero Manzoni con la “Merda d’Artista”, ma questa è un’altra storia.
In più l’omino con il cappello rosso si accaparra un posto tra i clienti top di Ferrari, tutto riguadagnato. In proporzione è la stessa cifra che potrei spendere io per togliermi il lusso di comprare un cestino di ciliegie.
Cosa cambia nella guerra tra amanti e odiatori della Luce? Assolutamente nulla, così come nel valore e nelle quotazioni del modello di serie, quindi non aveva ragione nessuno.
Modello di serie che rimane un prodotto molto futuristico, ma che a me non piace nemmeno per sbaglio e che avrei commercializzato con un altro marchio non con il cavallino, così come fece Enzo Ferrari con le Dino con motore V6 vendute per l’appunto con il marchio Dino proprio per salvaguardare l’identità delle vetture V12 e creare due linee di prodotto separate, uniche degne di portare il logo del cavallino. Lo stesso Enzo che secondo me in questo momento sta tirando giù dei dizionari di madonne che la Treccani in confronto è un Bignami.
Tra l’altro ho letto commenti senza senso sotto altri post del tipo “eh ma tu critichi la Luce perché sei un frustato con il Pandino che non può permettersela”. La libertà di opinione è sacrosanta e non va assolutamente commisurata a quello che si possiede, ogni opinione ha la stessa importanza. E poi che ne sapete voi di cosa guidano gli altri? E soprattutto rispetto per il Pandino! Io ad esempio tra le tante auto che non posso permettermi ho il sogno della F40, ma credo che non ne parlerò mai male.
Amen.

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