Modena non è una città come tutte le altre. Sono stato invitato ai Tridente Talks, serate in cui, con ospiti d’eccezione, il marchio ha messo in scena la propria storia e la propria anima. Due serate per raccontare 100 anni di Tridente, tra memoria, artigianato e futuro.
Cristiano Fiorio, Maserati Chief Marketing Officer & Head of BOTTEGAFUORISERIEGli appassionati non vogliono interfacce, vogliono sentire il marchio, vederlo, toccarlo. Ed è esattamente per questo che Maserati rimane un unicum a livello mondiale: ha scelto di puntare sull’artigianalità, di farne un valore dichiarato. Con Bottegafuoriserie ha costruito un sistema di personalizzazione che arriva al massimo della libertà ma con dei limiti precisi, perché l’identità del marchio non si può negoziare. È quello che potremmo chiamare lusso silente, un lusso che non urla e non si impone. Un lusso fortissimo che senti appena ci sei dentro. Sarebbe bello poter innestare in questo progetto tanti giovani ed insegnare loro i valori dell’artiginalità.
Il design si muove per ere; alcune piacciono e altre meno, è normale, è sempre stato così. Ma contemporaneo non significa tradire il passato, non significa cancellare il DNA. Bottegafuoriserie è esattamente questo: il luogo dove l’artigianato smette di essere romanticismo e diventa competenza tecnica vera. Dove il cliente può creare un’auto che non esiste da nessun’altra parte al mondo, ma che rimane riconoscibilmente ed orgogliosamente una Maserati.
Trecento controlli tecnici, non uno di meno. È questo il prezzo della certificazione Maserati Classiche. Un processo rigoroso che colloca Maserati nella stessa costellazione dei grandi: Porsche Classic, BMW Classic, Lamborghini Polo Storico, Ferrari Classiche. Nomi che non hanno bisogno di presentazioni, e che condividono tutti la stessa ossessione per l’autenticità. Perché la certificazione non è solo un timbro burocratico, è un atto di responsabilità verso la storia, verso chi ha costruito quelle auto e verso chi le guida oggi.
Maserati è qualcosa da difendere. E nessun luogo lo racconta meglio della Collezione Panini. Lì capisci una cosa fondamentale: non esiste un’auto che rappresenti Maserati; tutte le Maserati rappresentano Maserati. Ogni modello è un capitolo, e il libro non si può leggere a metà. “Calatevi nel 1968 e capite perché vorreste comprare una Ghibli Spider”… è la volontà precisa, quasi fisica, di possedere un oggetto unico ed irripetibile per definizione. Qualcosa che nessuna produzione in serie potrà mai restituire.
“Noi qui facciamo queste auto e l’aceto balsamico.” Quella che pare una battuta in realtà è una verità profonda. A Modena il tempo non è un nemico da battere come in pista, ma è un ingrediente. Lo metti dentro le cose e le lasci maturare; solo allora diventano qualcosa di straordinario. Vale per l’aceto, vale per un motore, vale per un marchio centenario. L’Osteria (due volte vincitrice del Best Restaurant of the World e migliore ristorante d’Italia) è un luogo dove si crea cultura, dove si tramanda un sapere che non si trova sui manuali. “L’umanità è il futuro del vero lusso”, una frase che vale più di qualsiasi campagna pubblicitaria. Alla fine il lusso che durerà non è quello che si esibisce, è quello che si sussurra. Discreto, profondo ed inequivocabile, esattamente come Maserati.
“Il concetto di bottega è ispirato al Rinascimento.” Non è solo una metafora decorativa, è un metodo di lavoro. Il design accende la scintilla, genera il desiderio, apre la visione. Ma da solo non basta: deve dialogare con l’ingegneria, deve parlare con gli artigiani. È in questo incontro (talvolta difficile, sempre necessario) che il desiderio del cliente prende forma concreta. Lo stesso cliente che in questo processo, non è solo uno spettatore ma “Si sente parte del team.” Porta la sua storia, le sue ossessioni, la sua idea di bellezza… e insieme si costruisce qualcosa che non esisteva prima. La bottega rinascimentale applicata all’automotive; il cliente che diventa co-autore.
“Fuoriserie è il fuori menù di Maserati.” Quello che non trovi in carta, ma che puoi chiedere se sei disposto ad aspettare. Perché inserire la personalizzazione dentro la rigidità di un processo industriale non è un’operazione semplice. È una sfida vera, quotidiana. Una tensione che non si risolve mai del tutto, ma che produce qualcosa di straordinario se gestita bene. “Siamo artigiani che vivono nella tecnologia” e la MC20 Opera d’Arte ne è la prova più eloquente: tre mesi soltanto per la livrea, sette strati di colore applicati a mano. Due anni per realizzare l’auto nella sua interezza.
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| Maserati MC20 Cielo Opera d’Arte © Maserati / Stellantis Media |
Fuoriserie è esattamente questo: il punto d’incontro tra libertà e metodo, dove il limite non nega la creatività, ma le dà forma.
Con la MC20 “Maserati x Maserati”, il marchio traccia un punto fermo tra ciò che è stato e ciò che verrà. È un oggetto pensato per emozionare anche chi Maserati non l’ha vissuta, per far nascere la passione in chi ancora non ce l’ha. Un omaggio alle radici che parla, però, la lingua del desiderio contemporaneo.
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| Maserati MC20 Cielo Maserati x Maserati © Maserati / Stellantis Media |
Unicità come valore. Storia come materia prima. Il futuro costruito a partire da ciò che non si deve dimenticare.
I Tridente Talks 2026 hanno restituito l’immagine di una Maserati che non si rifugia nel passato ma che lo abita, lo studia, lo usa come fondamento per costruire il futuro. Un marchio che difende la propria identità senza irrigidirsi, che coltiva l’artigianalità come vantaggio competitivo e che trasforma la tecnologia in cultura, e la cultura in oggetti che durano nel tempo. Modena, ancora una volta, aveva qualcosa da dire. E Maserati ha saputo dirlo.














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